Lo sorprese la notte tra folte quercie e sughereti …

… Don Chisciotte promise ogni cosa, giurò per la vita de’ suoi pensieri di non toccargli più nemanco un pelo di vestito e di lasciare in piena e libera sua volontà ed arbitrio di frustarsi quando gli piacesse. Sancio si alzò allora, si allontanò buon tratto ed andò ad appoggiarsi ad un albero: ma ecco ch’egli sente toccarsi la testa: ond’è che alzando le mani gli vengono presi due piedi di persona che aveva scarpe e calze. Tremò di paura, si accostò ad altro albero e gli avvenne lo stesso. Chiamò allora forte Don Chisciotte, gridando – Aiuto!”  Accorse il padrone e chiese che cosa mai fosse successo, e da che procedesse sì gran paura. Rispose Sancio che quegli alberi erano pieni di gambe e piedi umani. Don Chisciotte tastò, si accorse subito di quel che poteva essere, e disse a Sancio: non è cosa da aver paura: i piedi e le gambe che tu tocchi e non vedi, sono di fuorisciti e assassini; che quando la giustizia li ha nelle mani, li fa appendere qua, a venti a trenta per volta: ed ora congetturoda questo che noi siamo arrivati già presso Barcellona:” e così era per l’appunto. La notte passò frattanto, e all’apparire del giorno video quei grappoli sugli alberi, e si confermarono sempre meglio ch’erano corpi di malfattori.
Avanzava il giorno, e se i morti avevano dato occasione di spavento, vennero i vivi ad accrescerlo; …
Don Chisciotte – Libro II, Capitolo LIX
Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s