Un Bosco Digitale, coltivato nel dubbio

Ho un nuovo disegno in corso.

Ad Artbasel nel Giugno di quest’anno ho visto questo quadro

Durante le vacanze ho preso un video a 360 all’interno di un bosco (uno adatto). Una ripresa svelta, fatta col cellulare, impersonale e senza qualità, solo curando che fosse materiale buono per il dopo.

Tornato, l’ho passato al computer isolando alcuni fotogrammi, badando solo che dessero una copertura totale, senza applicare criteri estetici. Sono giunto al primo risultato visibile e già affiorano dubbi: ormai lo so e vado avanti ugualmente.

Il programma di fotoritocco che uso è limitato: trovare la giusta configurazione costa diverse sessioni al computer. Malgrado tutti gli sforzi il risultato continua a non essere un granché. Hai voglia a dirsi che si tratta solo di materiale buono per il dopo! La parola Crederci mi è venuta in soccorso qui. Alla fine, dai e dai, qualcosa è uscito:

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Sono venti fotogrammi in rapporto 1:10. E’ abbastanza evocativa della immagine che ho in testa, ma anche abbastanza lontana, nella sua realizzazione.

Adesso sono pronto per iniziare il disegno: quali mezzi uso? e quali dimensioni avrà? L’ossessione è una striscia alta 40 cm e lunga 4 mt, ma decido che prima farò un bozzetto 10×100, per studiare la tecnica.

Per prima cosa applico sullo schermo del computer la carta da lucido e ricalco le parti bianche, poi trasferisco questo pattern sul foglio: mi servirà per i punti di riferimento. Ho sempre bisogno di punti di riferimento, così posso sbagliare meglio dopo. Scelgo le forme cercando di dimenticare il soggetto del disegno e di essere omogeneo: di qui la luce di là l’ombra, qualsiasi cosa questo possa significare.

Seguono varie passate successive: una stesura di fusaggine, poi sfumata, una seconda stesura con matita morbida, sfumata anch’essa e infine una stesura di ritocco. Curo che la superficie sia molto varia, che i chiari e gli scuri si succedano, incalzandosi sempre diversi, cercando di evitare ogni rappresentazione.

Quel che cerco è un’immagine astratta, ma che sia strettamente dipendente dalla sua origine reale; una immagine creata a strati, per passaggi successivi. Voglio evitare ogni rappresentazione, ma anche produrre un’immagine plausibile: una natura ricreata.

Ecco lo stato dopo i cinque passaggi:

Ora su questa immagine l’ultimo passaggio sarà a penna, mentre finora le linee sono state orientate in verticale, adesso procederò per linee orizzontali. La penna ha un colore nero opaco e molto caratterizzato, conto sul fatto che l’occhio dell’osservatore sappia distinguerlo dal nero più lucido e diffuso della matita.

Ecco il risultato: bozzetto per ‘Bosco Digitale’ dimensione 10X100 cm, Fusaggine, Matita e Penna

Ci sono volute circa 10 ore per la parte disegnata (escluse le ore al computer) se tanto mi dà tanto per la versione completa 40X400 cm ce ne vorrebbero 16 volte tanto !

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