Giotto non poteva che far le persone tutte uguali

Vedete per esempio a Santa Croce la rappresentazione del padre di Francesco, Pietro Bernardone, che si slancia adirato verso il figlio il quale s’è spogliato d’abiti secolari e sta per esser rivestito dal Vescovo. Inevitabilmente tutte persone salde robuste; e questo psicologicamente potrà esser bene per la grossezza spirituale del padre di Francesco: ma che cosa di spiritualmente raffinato può esprimere mai il corpo nudo del poverello, solido massiccio, figlio insomma di suo padre? nulla, di certo.

Ma artisticamente qual’è il valore della rappresentazione? altissimo, assoluto. Come mai? semplicemente perché, lo ripeto ancora, Giotto come pittore, e noi come spettatori, possiamo ben essere contenti di qualcosa che regga e che renda come arte visuale – cioè come disposizione di masse, come intrico lineare, come giustapposizione di colore; tutte cose indipendenti dal fatto rappresentato e non per questo meno capaci di esaltare variamente il nostro spirito.

R.Longhi: Breve ma veridica storia della pittura italiana. p. 58

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